27 ottobre 2010

All'asta le "Regole del Basket"

Posted by Matteo Bollini on 23:54 0 commenti

Il 15 gennaio1892 per i veri appassionati di basket è la data principe della propria passione, per i non appassionati, ma semplici estimatori del gioco, probabilmente nulla di nuovo porta con sè.
E' che a Springfield, Massachusetts, un professore di un collegio cristiano, si stava arrovellando le meningi sul come risolvere un incarico assegnatoli. Doveva trovare un modo per tenere in allenamento durante i rigidi inverni della zona, i giocatori di football e di baseball che si esercitavano dentro la palestra; il nuovo gioco doveva essere “a basso rischio di infortuni e assolutamente divertente“, questa era stata la richiesta del responsabile del collegio.
Fu così che il professor James Naismith, canadese di nascita, figlio di emigranti scozzesi, partorì le prime 13 regole del nuovo sport , pubblicandole  proprio il 15 gennaio 1892, sancendo così la nascita ufficiale del basket.
Queste regole, così come furono scritte dal padre del basket moderno, ci sono ancora e nonostante la veneranda età di 119 anni, sono ancora in discreta forma fisica: le due pagine dattiloscritte sono ingiallite, stropicciate ed anche un pò sfilacciate. Un piccolo foro è visibile su una pagina, mentre sulla seconda si notano tracce di nastro che fissa un' increspatura nella parte superiore.
Ma tutte e due leggibili ed intatte!
Le pagine sono rimaste nei cassetti della scrivania di Naismith, per poi passare da cassette di sicurezza, fino a finire in un cassetto nascosto in una credenza in mogano. Hanno viaggiato da Springfield a Denver, a Lawrence, Kansas, a Corpus Christi, in Texas, e varie case nei Plains States. 
Il cimelio è passato da James Naismith, nelle mani del figlio Jimmy, per poi essere custodite dal nipote Ian.
Il New York Time, da notizia, che le pagine sono state girate ad una delle case d'asta più famose la mondo, Sotheby's, e saranno vendute al miglior offerente il 10 Dicembre (Sotheby's s'aspetta di venderle per almeno $ 2 milioni).
In una intervista telefonica, Ian Naismith ha detto che la famiglia aveva già ricevuto in passato offerte per cedere il documento, ma aveva sempre rifiutato.  
Questa volta, invece, è stato lui stesso a contattare Sotheby's per vendere le regole, costretto da una situazione finanziaria "difficile" e per ricostituire il fondo del Naismith International Basketball Foundation, che aveva parecchio sofferto negl'ultimi anni a causa della morte della moglie e dei suoi problemi di salute. 
Rob Rains, coautore con Hellen Carpenter di "James Naismith: The Man Who Invented Basketball", ha commentato che se il documento Naismith è la versione originale delle regole, "è uno dei cimeli sportivi più preziosi mai vendutì all'asta"; dopo tutto molto similare era stato il commento di Selby Kiffer, lo specialista di manoscritti storici americani dalla Sotheby's, "Non c'è nulla di simile nella storia dello sport e in due pagine dattiloscritte poi".
Ora, il documento sarà in lizza per un posto tra alcuni degli oggetti più costosi dello sport messi all'asta come la palla con cui Mark McGwire fece il suo 70° home run ($ 3 milioni), o come la  T206 Honus Wagner , in poche parole la figurina piuù costosa la mondo(2,35 milioni dollari),o ancora la mazza che Babe Ruth utilizzò per il suo primo home run allo Yankee Stadium (1,26 milioni dollari) e il contratto che autorizza la sua vendita nel 1919 dai Boston Red Sox ai New York($ 996.000).
"Quando mio nonno era vivo," dice Ian Naismith, "queste due pagine non valevano un centesimo."
 
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25 ottobre 2010

Riparte la caccia ai Los Angeles Lakers

Posted by Matteo Bollini on 22:22 0 commenti

Riparte stanotte con la supersfida tra i Miami Heat e i Boston Celtics la National Basketball Association, meglio nota come Nba. Dopo un'offseason ricchissima di colpi di scena e caratterizzata soprattutto dal passaggio (o tradimento se si è di Cleveland) di LeBron James proprio ai Miami Heat, siamo arrivati finalmente alla vigilia della prima palla a due della stagione. Difficile, come sempre, prevedere se i Los Angeles Lakers potranno confermarsi ancora campioni o se un altro team (tutti pensano a Miami) li potrà detronizzare. In ogni caso, quella che sta per partire si preannuncia come una delle più belle e combattute degli ultimi anni. Soprattutto, potrebbe essere finalmente la stagione della consacrazione dei nostri tre portabandiere: Andrea Bargnani, Danilo Gallinari e Marco Belinelli.
Italiani. Ognuno dei tre azzurri è chiamato, per un motivo o per l'altro, a disputare una grande stagione. Innanzitutto Bargnani: i suoi Raptors hanno ceduto la stella Bosh (anche lui ai Miami Heat) e così il romano si ritrova improvvisamente ad essere uomo franchigia. Cosa significa? Più tiri, più rimbalzi, più presenza in campo, in altre parole più responsabilità. Sarà all'altezza della situazione? I numeri della passata stagione fanno sperare di si, anche se la preseason non è stata all'altezza. Da Bargani passiamo al suo ex compagno Belinelli. Il bolognese è stato protagonista di una trade che lo ha portato ai New Orleans Hornets. Il fatto che si trovi all'ultimo anno da rookie (e quindi dall'anno prossimo potrebbe essere tagliato) può essere un peso ed un motivo di tensione, ma l'ottima preseason gli ha fatto conquistare un posto in quintetto base e l'intesa con la stella Chris Paul è tale che per Belinelli è facile prevedere una stagione ad alto livello. Più dura, invece, per Danilo Gallinari. L'arrivo a New York di Stoudemire dovrebbe permettergli di avere più spazio per le conslusioni dal perimetro, ma bisognerà essere comunque più continui rispetto alla passata stagione, anche perchè i media statunitensi continuano ad ipotizzare l'arrivo ai Knicks di Carmelo Anthony in cambio proprio di Gallinari. Fantabasket? La vicenda LeBron James fa capire come nel pazzo mondo della Nba di assurdo ci sia davvero ben poco.
Pronostico Est. I più accreditati alla vittoria del titolo della Eastern Conference sono sicuramente i Miami Heat del trio James-Wade-Bosh. Le amichevoli estive hanno però mostrato più ombre che luci: in particolare preoccupa la fragilità fisica di Wade e il fatto che tre stelle di prima grandezza (ok, Bosh magari lo è di seconda...) possano avere difficoltà a coesistere. Sicuramente meritano il massimo rispetto, poi, i Boston Celtics, finalisti della passata stagione. Anche qui abbiamo tre superstar assolute, i "Big Three" Pierce-Allen-Garnett, che però hanno un anno in più e bisognerà vedere in che condizioni arriveranno ai playoff. Certo la crescita di Rajon Rondo autorizza ad essere ottimisti e l'acquisto di Shaquille O'Neal può essere la vera sorpresa. Subito dopo queste squadre ecco i redivivi Chicago Bulls: i tempi di Michael Jordan sono lontanissimi, ma la squadra costruita per la nuova stagione potrebbe togliersi parecchie soddisfazioni. Infine gli Orlando Magic: la squadra di "Superman" Howard anche l'anno scorso ha dimostrato di poter ambire a qualcosa di importante, ma è sempre mancato qualcosa che facesse fare il salto di qualità: che sia la volta buona?
Pronostico Ovest. Qui bisognerà fare i conti innanzitutto con Kobe Bryant e soci. I Lakers non avranno alcuna intenzione di cedere lo scettro di "campioni del mondo" e, nonostante la clamorosa sconfitta subita contro il Barcellona, gli addetti ai lavori sembrano tutti prevedere un'altra cavalcata trionfale per la squadra allenata dal mitico Phil Jackson. Alle spalle dei gialloviola è quanto mai difficile stabilire una gerarchia di pretendenti: la Western Conference infatti è storicamente più equilibrata e difficile della Eastern. La squadra però che potrebbe rompere gli equilibri ed essere protagonista fino alla fine è San Antonio. Gli Spurs potrebbero ritrovarsi con Parker, Ginobili e Duncan pienamente recuperati e allora si che ci sarebbe da divertirsi. Altra squadra dalle enormi potenzialità sono gli Oklahoma City Thunders di Kevin Durant. Dopo averlo visto all'opera ai mondiali di Turchia, in molti si sono convinti di avere a che fare con il nuovo fenomeno del basket americano. Se Durant riuscirà a confermare i numeri della passata stagione e a coinvolgere maggiormente i propri compagni di squadra, allora i Thunders potrebbero davvero essere la rivelazione dell'anno. Si sono indeboliti invece i Phoenix Suns di Steve Nash e i Dallas Mavericks di Dirk Nowitzki, così la quarta piazza dovrebbe essere una lotta a due tra gli Utah Jazz (imbattuti in preseason) e i Portland Trail Blazers (se non saranno perseguitati anche quest'anno dagli infortuni).

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21 ottobre 2010

Tutta l'Nba da sfogliare

Posted by Matteo Bollini on 18:11 0 commenti

Anche quest'anno, tornano in edicola le figurine dei campioni dell'NBA: grazie all'accordo tra la Panini e la National Basketball Association, infatti, è nato il "2010-11 Nba Basketball Stars ", che consentirà a migliaia di piccoli (e grandi) appassionati di raccogliere e scambiarsi le figurine dei vari Kobe Bryant, LeBron James e Andrea Bargnani. A presentare l'iniziativa è stato Antonio Allegra, direttore del mercato italiano per figurine e card dello storico marchio modenese.
Grandi sono le aspettative della Panini per questa raccolta appena pubblicata: "La collezione esce sulla scia dell'ottimo successo delle raccolte pubblicate l'anno scorso e dedicate al basket - dichiara Allegra - non dubitiamo che anche quella di quest'anno saprà accontentare le aspettative dei collezionisti e degli appassionati di questo bellissimo sport. Abbiamo creato un prodotto all'altezza dell'entusiasmante stagione NBA che ci apprestiamo a seguire sugli schermi televisivi".
378 le figurine da raccogliere, di cui 66 speciali (30 olografiche e 36 in raso): ognuna delle 30 franchigie iscritte al campionato avrà una propria pagina, con il logo e le nove figurine dei giocatori più importanti (tra cui sempre il "Top Player" in versione olografica e un giocatore che milita nella nazionale del proprio paese). Merita particolare attenzione la sezione dedicata a
Kobe Bryant: la stella dei Lakers, cresciuta in Italia e testimonial della Panini, sarà ritratta in 13 figurine sulle 7 finali disputate dal giocatore dal 2000 ad oggi.
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La Nba mette al bando le scarpe magiche che fanno saltare di più

Posted by Matteo Bollini on 18:03 0 commenti

Al canestro non arrivavano proprio, così si sono inventati gli scarpini alati, come quelli dei fumetti. I gemelli Adam e Ryan Goldston, 23 anni, messa via l'idea di schiacciare a due mani - a quota 1,80 nel basket puoi fare a malapena il playmaker - hanno deciso di diventare imprenditori, un po' artigiani e un po' scienziati, confezionando le Concept 1, scarpe «magiche» grazie al brevetto «load 'n launch», carica e lancia.  
Il segreto è nel tallone: «Abbiamo inserito una specie di piattaforma di lancio - spiega Ryan - che riceve l'energia prodotta dal giocatore e aumenta la spinta del salto grazie a un complesso sistema di propulsione a molla». In poche parole, «regalano» 8-9 centimetri di stacco e la Nba le ha vietate, giudicandole «dopanti». La più importante lega di pallacanestro americana, in vista dell'imminente avvio della regular season (il 26 ottobre), ha diffuso una nota perentoria: «I giocatori non possono utilizzare in partita nessuna scarpa che crei un indebito vantaggio competitivo».
Saranno quindi rispedite al mittente tutte le richieste già piovute sull'azienda californiana, l'Athletic Propulsion Lab: un terzo di tutti gli atleti della Nba avevano prenotato almeno un paio di Concept 1, costo 300 dollari. «Non ci sorprende questa decisione - ha commentato Adam - anche perché il sistema consente non solo di saltare più in alto ma anche di risparmiare energie. I giocatori potrebbero quindi migliorare le prestazioni nel terzo e nel quarto periodo delle partite, quando normalmente la fatica si fa sentire».
L'elenco degli «interessati» alle scarpe-catapulta non è stato divulgato perché quasi tutti gli atleti in questione hanno firmato contratti con altri sponsor tecnici. I fratellini Goldston gongolano nonostante il divieto. Per loro è scattata un'imponente, e gratuita, pubblicità planetaria. «Abbiamo capito che per la Nba il problema principale non è tecnico ma economico perché gli atleti perderebbero i contratti. Ma se dovessero spendere i loro soldi quali scarpe preferirebbero?». Così, se l'ordine per i fuoriclasse statunitensi rischia di saltare, altre centinaia di migliaia di richieste stanno convergendo da tutto il mondo sul sito di Los Angeles: 300 dollari, in versione nero o bianco, per provare l'ebbrezza di volare a canestro senza essere Kobe Bryant.
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13 ottobre 2010

Giornata nazionale dello sport paralimpico

Posted by Matteo Bollini on 18:39 0 commenti

Domani la quinta edizione dell'appuntamento che coinvolge 35 mila ragazzi di elementari e medie. Discipline nella versione adattata per disabili, con dimostrazioni, esibizioni e la possibilità per tutti di mettersi alla prova.
E' Cecilia Camellini, l'atleta paralimpica del nuoto argento nei 50 e 100 sl ai Giochi Paralimpici di Pechino 2008 e Campionessa del Mondo nei 100 dorso e 100 sl, l'atleta simbolo della V Edizione della Giornata Nazionale dello Sport Paralimpico, in programma domani 14 ottobre in 13 città italiane ( Genova, Torino, Avellino, Varese, Vicenza, Reggio Emilia, Lecce, Spoleto, Messina, Cagliari, Firenze e Campobasso e Roma) due in più rispetto al 2009, ed organizzata dal Comitato Italiano Paralimpico, con il supporto di Enel Cuore Onlus. Scopo della kermesse è quello di promuovere la pratica sportiva tra le persone disabili, coinvolgendo migliaia di studenti delle scuole italiane, associazioni di categoria e le società sportive delle federazioni paralimpiche sul territorio.
A Roma La manifestazione si terrà presso lo Stadio delle Terme di Caracalla, madrina d'eccezione sarà l'attrice Maria Grazia Cucinotta, presentatrice l'ex miss Italia Tania Zamparo, volto del tg sportivo di Sky, e ospite la cantante Alexia, che proporrà il suo pezzo "Grande Coraggio", colonna sonora della Giornata in tutte le città d'Italia.
L'evento sarà ripreso dalle telecamere di Sky Sport24, che trasmetterà l'evento in diretta a partire dalle 9 e fino alle 13 sul canale 200, e proporrà immagini in differita all'interno della rubrica di Fabrizio Macchi, in onda sempre su Sky Sport24 alle ore 22 del 14 ottobre stesso (in replica venerdì alle 10).
Molto bella e toccante la storia presentata sul "LA STAMPA" per la presentazione della giornata che si terrà per Torino al PalaRuffini:
"Dmitrijs Rukavisnikovs, ha 24 anni, è lettone e dopo un anno è tornato a giocare come ala nell’Hb Torino, la squadra di wheelchair basket che da questa stagione disputerà il campionato di A1. Probabilmente sarà sempre stupito di vedere tanta gente venuta a fare il tifo per lui e per tutti gli altri atleti che si esibiranno durante la giornata. In Lettonia non sono molte le manifestazioni così. Nel suo paese la disabilità è ancora spesso un tabù, una condizione quasi da nascondere, come lui sa bene. 
Dimas nasce con una malformazione ora diagnosticata come spina bifida, ma con l’uso delle gambe; in un ospedale lettone, durante un intervento alla schiena, qualcosa va storto e diventa paraplegico. A quel punto la sua vita cambia drasticamente, anche a causa di una famiglia problematica. Rimasto solo, il suo unico punto di riferimento è la nonna che vive in Svezia. Grazie a lei Dimas capisce che comunque non tutto è perduto e che forse qualcosa può evitargli un destino ai margini: lo sport, il basket in carrozzina. La Federazione lettone si accorge subito del suo talento e lo sprona a continuare ad allenarsi, fino a raggiungere la maglia della nazionale e un ingaggio in Italia, a Torino. Certo l’inserimento non è facile, ma ancora una volta è la saggezza della nonna ad incoraggiarlo, a convincerlo a studiare inglese e italiano; al resto pensa ora l’Hb, la sua nuova famiglia.
Domani Dimas parteciperà alla Giornata Paralimpica con tutta la sua voglia di vivere, giocare e vincere. Vedrà altre esibizioni di atleti in carrozzina: di rugby (dalla Svizzera), danza (i campioni d’Italia), bocce (il progetto «Nessuno è bocciato»); e discipline che forse vorrà provare, come lo sci, il canottaggio, l’handbike. Conoscerà campioni come Paolo Viganò, Alvise De Vidi e Francesca Fenocchio e le loro medaglie paralimpiche e mondiali; assisterà alla premiazione della scuola (attesi circa 400 studenti) che avrà preparato il miglior tifo. Domani Dmitrijs Rukavisnikovs avrà la conferma che essere disabili e vincere nello sport è possibile."
Questo è il video di presentazione della giornata:
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12 ottobre 2010

No NBA?.......The Answer: Turchia!

Posted by Matteo Bollini on 22:14 0 commenti

Nessuna delle 30 squadre Nba ha mostrato interesse per Iverson ed il contratto da 2 milioni di dollari offerto dal Besiktas lo sta ingolosendo
Secondi la stampa turca il Besiktas starebbe cercando di convincere Allen Iverson a trasferirsi a Istanbul. Il giocatore, che ha ricevuto offerte anche dalla Cina, starebbe riflettendo sulla proposta dei turchi di 1.5-2 milioni di dollari all'anno.
Si è allenato in tutta solitudine ad Atlanta per tutto settembre, sperando vanamente che il cellulare del suo manager Gary Moore squillasse.
“Siamo attoniti, nessuna delle 30 squadre Nba ha mostrato interesse per Allen, è qualcosa di pazzesco!” – confessa amaramente Moore – “Il Besiktas ci ha inviato il contratto via fax, ora sta a lui valutare nel giro di 10 giorni e decidere se firmarlo o rimanere libero in attesa che qualcuno si ricordi di lui…”.
Votato come playmaker titolare della selezione Est all’ultimo All Star Game (Iverson ha poi dato buca per infortunio) e nonostante tutto ancora uno dei giocatori piu amati dai fans, AI ha disputato un piccolo scorcio della scorsa annata, prima con Memphis poi con Phila (casa sua) viaggiando a 13 pts di media. Ai Sixers ci sarebbe rimasto volentieri, ma per stare vicino alla figlia gravemente malata ha dovuto lasciare il team all’inizio del 2010. Tutti pensavano al ritiro dell’ex mvp ora 34enne, ma l’estate più turbolenta degli ultimi anni in ambito di mercato sembrava aver dato nuovi stimoli ad Iverson, stimoli subito smorzati dalla mancanza di interesse nei suoi confronti. Difficile pensare che un giocatore del suo calibro si possa calare nella realtà sottodimensionata di una squadra che non partecipa nemmeno all’Eurolega, motivo per il quale è plausibile pensare che questi 10 giorni di “riflessione” possano essere una sorta di “ultimatum” che il suo entourage tenta di lanciare alle franchigie Nba che lavorano per completare i roster prima dello start della regular season. E’ triste supporre tutto ciò, ma potrebbe non essere così fuorviante…
Il Besiktas Cola Turka, che da tempo è oscurata in patria dalle superpotenze Efes Pilsen e Fenerbahce, tenta anche per P.J Ramos, giocatore di Porto Rico, che ha disputato gli utlimi mondiali ed ha concluso la sua ultima stagione ai Piratas De Quebradillas sui 19 punti e 12.3 rimbalzi di media a partita ed ha già sotto contratto OJ Ogilvy, centro appena uscito da Vanderbilt University
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89 anni e sentirli......purtroppo!!!!!!

Posted by Matteo Bollini on 21:51 0 commenti

Presentato ufficialmente lunedì, presso il teatro Arena del Sole di Bologna, il nuovo campionatro italiano di pallacanestro, alla sua 89° edizione, con il tiro da 3  mezzo metro più lontano, come novità tecnica, ma tutti ad inseguire Siena, tanto per cambiare, anche se Minnucci, patron della Mens Sana, sopratutto per scaramanzia commenta con "Milano è la favorita" e contemporaneamente Livio Proli, si tocca!!!!!!
Pianigiani insegue il record di Cesare Rubini, che vinse 5 titoli consecutivi con la Milano delle scarpette rosse; Renzi insegue il nuovo contratto TV, Sky ha ancora un anno di contratto con la Lega, ma ci si chiede se voglia rinnovarlo e nel discorso entra  Franco Montorro, ex direttore di Superbasket "Dobbiamo saper mangiare caviale (con Sky ndr.) ma pure tornare a un panino al salame  -  dice  -  il basket ha bisogno di un ritorno alle partite "in chiaro, alle partite per tutti".
La pay-tv, infatti, a fronte di un prodotto eccellente e una copertura capillare di ogni evento, non offre la stessa vetrina che darebbe il digitale terrestre, cosa che ha spinto i club a discutere di un eventuale «spezzatino». L’optimum? Un mix tra satellite e digitale terrestre (come in Spagna), ma mettere d’accordo tutti (Rai, Sportitalia, Sky) sarà difficilissimo. 
Ma quello che fa più scalpore, dopo il «no» improvviso della Regione Piemonte all'organizzazione a Torino delle Final Four di Eurolega 2011 (l’accordo era già stato formato, ma per questione di soldi saltò tutto), si sta paventando un’altra rinuncia clamorosa: sembra saltare la candidatura dell’Italia per gli Europei 2013. Manca ancora l'ufficialità, ma i motivi sembrerebbero i soliti: incertezza politica, mancanza di impiantistica adeguata, ritardi nei lavori e ovviamente la «tassa» di 6 milioni di euro da garantire alla Fiba ( ma sono obbligatori? E la Slovenia che contende la candidatura ce li ha?).
L’Italia pareva favorita per accogliere Euro 2013, ma il ritardo nella costruzione dell’impianto di Calatrava a Roma (ci sarebbe l’Isozaki di Torino, ma il dietrofront per l’Eurolega 2011 spaventa) pare essere uno scoglio duro da superare. «Mi dicono che dovrebbe essere pronto a giugno 2013 - spiega il presidente federale Dino Meneghin -, ma la data è così vicina all'inizio della manifestazione - settembre - che sarebbe un rischio troppo grande. Stiamo valutando, i dubbi sono legati all’impiantistica ma anche alle incertezze politiche». E ai fondi da rintracciare, aggiungo io. Certo è che se dovesse saltare anche Euro 2013 sarebbe un altro duro colpo per tutto il movimento, che ha sempre meno visibilità e interesse.
Duro colpo che si va ad aggiungere alla sonora sconfitta per ospitere i mondiali del 2014 (“E’ come perdere la finale di Coppa Europa con un tiro da metà campo ad un secondo dalla fine” era stato il primo commento, sinceramente deluso, del presidente della Federazione Italiana Pallacanestro Dino Meneghin dopo la conferma che il 2014 non vedrà il primo mondiale italiano) ed alla mai pubblicizzata rinuncia della Wild-Card per i mondiali di Turchia del 2010.
Si perchè la federazione ha rifiutato senza porsi il problema in senso generale, un'ingresso privilegiato  a prezzo stracciato (600 mila euro) ad un mondiale potendo mettere in campo un team più forte dell’Angola arrivata fra le prime 16; “wild card” accettata dalla Lituania vera sorpresa dei mondiali.
Chiudo con una nota di Enrico Campana, datata, ma credo ricca di significativi punti di riflessione:
"Speriamo che Meneghin e il suo Consiglio federale, una compagine uscita da un commissariamento che sembra gestire ancora una fase di transizione più che di futuro, il marketing prima dei risultati e non viceversa, siano benedetti dallo spirito santo, capiscano di aver commesso un imperdonabile errore di programmazione nel gettare alle ortiche la wild card, con un inquietante silenzio-stampa e con la “complicità” della Lega che avrebbe dovuto essere la prima interessata a valorizzare i suoi giocatori nell’evento di maggior prestigio del quadriennio fra due Olimpiadi. Abbiamo gettato sul tavolo l’argomento a suo tempo, eravamo forse dei visionari?. Lo riproponiamo con l’appoggio dei fatti e la realtà documentale che diventa imbarazzante se andiamo a dare un’occhiata agli “scarti” di Pianigiani. A parte le imprese della Lituania che ha pensionato i vari Lavrinovic e definitivamente Kaukenas e anche i risultati delle altre wild card (la Russia è in corsa per il 2° posto, il Libano che si è giovata del no dell’Italia ha fatto una discreta figura, la Germania è stata eliminata battendo la Serbia) dice qualcisa la qualificazione dell’Angola?. Cioè una formazione che vale non più di una squadra di A-1 del centro-classifica.
Il CT pianigiani ha tagliato 12 giocatori su 24, e si tratta di Amoroso, Basile (sì il campione d’Europa col Barcellona!), Cavaliero, Cinciarini, Cusin, Datome, Alessandro Gentile, Daniel Hackett, Lechthaler, Poeta (sì, il miglior play italiano delle ultime 3 stagioni), Renzi, Rocca (sì, quel pivot che ci è mancato nelle qualificazioni). Alcuni erano infortunati, altri riserve viaggianti come Poeta (?), altri sono stati lasciati a casa (Di Bella, il play di Caserta, il play dell’anno, con cifre ed esperienza maggiori di Maestranzi), o hanno scelto di stare a casa (Stonerook, Andrea Michelori) ma avrebbero forse risposto sì nella prospettiva di affrontare un Dream Team invece che la Finlandia o la Lettonia. Stonerook avrebbe rifiutato di affrontare il Dream Team, con tutte le Tv americane a raccontare le sua storia di happy italian kid?
Magari avrebbe detto sì lo stesso Danilo Gallinari, anche perché un mondiale valeva il rischio della schiena, meno invece una qualificazione europea. Ma certo, c’era forse il problema di rappresentatività, non si poteva promuovere senza polemiche il Pianigiani CT part time come simbolo del nuovo corso e poi magari chiedere a Messina e Bianchini (c’erano anche i possibili coach all’altezza…) di guidare la nazionale al mondiale con l’aiuto di assistenti esperti di coppe (Bonicciolli e Bucchi, per fare due nomi). Gli slavi non avrebbero mai perso questa opportunità, siamo noi oggi ad essere diventati un basket cheap, e dobbiamo agire con uno spirito analogo al loro, e non investire in un budget milionari per organizzare un mondiale (2014) e poi ritirarsi alla chetichella una volta persa la contesa quando se ne ha l’opportunità. Occasione persa alle buste, questione di soldi, perché il presidente del Comitato della Candidatura italiana ci ha raccontato un anno fa che Spagna avrebbe vinto senza cifre astronomiche. Cifre anzi spendibilissime essendo l’operazione benedetta dal CONI e supportata dal Governo sceso in campo con Livolsi, un uomo di fiducia del premier e di Gianni Letta.
Questo mondiale, nel suo svolgersi, rende ancora più scottante il problema di una riorganizzazione generale del basket." 

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10 ottobre 2010

Nenad Demitrijevic

Posted by Matteo Bollini on 23:31 0 commenti

Mi imbatto in questo nome nelle mie ricerche su internet.....alla prima occhiata, mi pare di cadere nei soliti video amatoriali, di genitori ed affini, che per sventolare un pizzico di qualità del proprio figlio, farebbero i salti mortali....poi, guardando bene, mi accorco che è addirittura un video FIBA e che il giovinotto, pare cavarsela parecchio bene con il pallone.....
Perchè non approfondire la ricerca: nato il 23 febbraio del 1998 a Skopjie, in Macedonia, Nenad Dimitrijevic è già considerato una delle maggiori promesse del basket europeo e il ragazzino è già finito (con larghissimo anticipo) sulle pagine di "eurohopes" e "basketdraft", due siti specializzati nello scovare giovani prospetti dalle grandi speranze, tanto che alcuni si sono già sbilanciati nel vedere in lui la reincarnazione del grandissimo e compianto Drazen Petrovic.
Allora andiamo sui due siti citati....Eurohopes lo va a visionare a Gredec in Slovenia, dove, dopo la metà di agosto si è disputato un torneo intenazionale riservato agli U14 con invitate sei squadre in rappresentanza di cinque nazioni (Estonia, Macedonia, Croazia, Spagna e due rappresentative della Svovenia ) e dove il giovane talentino affroontava ragazzi di due anni più grandi di lui.
Alla prima partita, la squadra macedone prende subito un trentello da una delle due rappresentative di casa, ma gli interessati parlano entusiasticamente del giovane Nenad "Great ball-handling, he reads the game perfect. Sometimes cannot pass the ball because his defender is much taller. He is tiny. Not scared to shoot from 3 points line. What he did?  3 points (0/4 threes) and 2 rebounds in 19 minutes."
Detto così, non parrebbe nulla di particolarmente eccitante, ma in questo post, scritto da un coach dell'Indiana, Perry Hunter sul proprio blog, descrive perfettamente, quello che un ragazzo di talento può far nascere negli occhi di un allenatore innamorato di basket......l'orgoglio di aver visto giocare da bambino, un futuro campione!!!!!! 
Qualcosina, ha già vinto, comunque
MVP of the U12 Ankara International Tournament 2010
MVP of the U12 Easter Tournament,Leskovac Serbia 2010
MVP of the U13 FIBA Balkan Cup Championship, Romania 2009
Best Scorer of the U12 Ankara International Tournament 2010
Best Scorer of the U13 FIBA Balkan Cup Championship, Romania 2009 etc...
Bè, lasciamolo crescere......
Qui sotto uno dei suoi video!



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08 ottobre 2010

Tra 200 giorni la nuova casa AJ!

Posted by Matteo Bollini on 21:30 0 commenti

Alla vigilia del suo cinquantesimo compleanno, la vecchia signora si rifà il look . Il Palalido di piazza Stuparich, ricevuto il battesimo nel lontano 1961, dopo che questa primavera aveva avuto qualche piccolo problemino di sicurezza (messi i sigilli dai vigili del fuoco all'impianto idrico fuori norma e la capienza ridotta a 2.500 spettatori) verrà demolito ed al suo posto sorgerà una nuova struttura, anche nel nome (si chiamerà Pala AJ), avvenieristica, tanto che è già stata battezzata l'«astronave» e vedrà investiti 7 milioni di euro, tra comune e sopratutto il patron dell'Olimpia Milano (che in cambio riceverà da Milanosport, l'affitto dell'impianto per 6 anni per l'Armani Jeans e tutte le squadre minori dell'Olimpia).
"Sono orgoglioso, da cittadino milanese e da appassionato sportivo, di poter intervenire in questo progetto, che darà nuova vita al Pallido, una struttura importante, che ho conosciuto e frequentato negli anni e che si appresta a diventare un punto di eccellenza per uno sport cittadino che ha giuste ambizioni internazionali. E’ un percorso che faremo insieme e che cambierà l’aspetto e la fruibilità di questo luogo, che mi onora poter chiamare Pala AJ" le parole dello stilista alla conferenza stampa di presentazione.
La nuova struttura si presenterà con una nuova copertura sferica in acciaio e policarbonato, un nuovo parquet di gioco e sarà molto più grande dell'attuale, passando dagli 800 metri quadrati attuali ai 4.950. Potrà ospitare fino a 5.420 spettatori contro i 3.500 di adesso (e qui, sinceramente, anche se non sono architetto, ne geometra, la proporzione non è che mi torna mica).
Struttura polifunzionale che potrà ospitare diverse manifestazioni sportive: dal basket, alla pallavolo, alla ginnastica artistica, alla boxe, al calcetto, al tennis, alla danza sportiva. Ma anche convention, concerti ed eventi.
I lavori prenderanno il via con i primi di novembre e sono stati previsti circa 200 giorni di lavoro
Un'altro piccolo dubbio: ma dal 2012, dopo circa 6 mesi di vita, al Pala AJ non si potrà più giocare le partite dell'Eurolega, visto che da quella data la capienza minima richiesta sarà di 10mila persone.
Ma qui, prontamente, viene in aiuto l'assessore delle sport del comune di Milano, Alan Rizzi, che al dubbio risponde prontamente: "L'accordo con Armani prevede una casa in città, il Palalido e una villa in campagna, il Palaforum"....quindi ci dobbiamo aspettare un aiutino del buon Giorgio anche per Assago? 

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06 ottobre 2010

Senza un Palasport come si deve scordiamoci di rivedere i Knicks

Posted by Matteo Bollini on 00:32 0 commenti

Pieno di luci e ombre il bilancio dello sbarco della Nba a Milano per l'amichevole Armani-New York
Com'è il bilancio finale dello sbarco della Nba a Milano per l'amichevole dell'altro giorno tra l'Armani Jeans e i New York Knicks dei grandi «ex», Mike D'Antoni e Danilo Gallinari? Molto positivo sul piano della risposta della città: gli eventi collaterali, ai quali i dirigenti della lega «pro» americana di basket tengono in modo particolare, sono stati un successone. Gallinari ha inaugurato un campo di pallacanestro fresco di recupero nel quartiere di Quarto Oggiaro, quindi sabato si è consegnato al bagno di folla in piazza Duomo e, insieme ai compagni, non ha mancato di onorare con il sorriso sulle labbra gli altri impegni previsti dal programma. Sotto questo aspetto, la Nba lascia l'Italia con la bocca dolce, dopo che la precedente esperienza a Roma, per Boston Celtics-Toronto Raptors, si era conclusa in modo poco edificante, con scambio di accuse e, soprattutto, con un non trascurabile contenzioso economico.
Il bilancio, invece, è pessimo sotto il profilo della «casa» che è stato possibile offrire. Qualora ci fossero ancora dei dubbi, il Forum di Assago - struttura privata - si è dimostrato un impianto ormai datato e con dettagli imbarazzanti, dai servizi igienici scarsi, a quei piazzali pieni di buche, toppe, erbacce e pattume. La figuraccia è stata evidente, solo chi non sa ammettere la realtà può negarlo. Ad ogni modo, visto che il giudizio che conta spetta a chi era ospitato, la Nba appunto, ecco che il commissioner David Stern non s'è fatto scappare l'occasione per sottolineare che gli impianti europei destinati ad essere frequentati nel futuro dalla lega che lui governa devono avere ben altre caratteristiche.
Soprattutto, il Forum è troppo piccolo per certe manifestazioni: diecimila biglietti da vendere non permettono di avere i conti, se non in utile, almeno in pareggio. La società Infront s'era accollata l'onere di fungere da partner locale avendo avuto in cambio altri contratti, anche in Cina, per compensare il bagno di sangue dell'arrivo dei Knicks a Milano: ma non sarà sempre così e nemmeno è ipotizzabile che spunti il gonzo di turno che ci sta a rimettere di suo solo per la gloria. Totale: o a Milano sorgerà un palasport simile a quelli inglesi, tedeschi, francesi e spagnoli, oppure la Nba (e non solo la Nba) non tornerà mai più. Con buona pace di quell'amministratore pubblico che, sull'onda dell'entusiasmo e dimenticando il malessere cronico che ammorba l'intera impiantistica cittadina e lombarda, domenica assicurava non una, ma tre partite nel 2011. Sogni maldestri e velleitari, destinati a un amaro risveglio.
Articolo di Flavio Vanetti 
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