12 ottobre 2010

89 anni e sentirli......purtroppo!!!!!!

Posted by Matteo Bollini on 21:51 0 commenti

Presentato ufficialmente lunedì, presso il teatro Arena del Sole di Bologna, il nuovo campionatro italiano di pallacanestro, alla sua 89° edizione, con il tiro da 3  mezzo metro più lontano, come novità tecnica, ma tutti ad inseguire Siena, tanto per cambiare, anche se Minnucci, patron della Mens Sana, sopratutto per scaramanzia commenta con "Milano è la favorita" e contemporaneamente Livio Proli, si tocca!!!!!!
Pianigiani insegue il record di Cesare Rubini, che vinse 5 titoli consecutivi con la Milano delle scarpette rosse; Renzi insegue il nuovo contratto TV, Sky ha ancora un anno di contratto con la Lega, ma ci si chiede se voglia rinnovarlo e nel discorso entra  Franco Montorro, ex direttore di Superbasket "Dobbiamo saper mangiare caviale (con Sky ndr.) ma pure tornare a un panino al salame  -  dice  -  il basket ha bisogno di un ritorno alle partite "in chiaro, alle partite per tutti".
La pay-tv, infatti, a fronte di un prodotto eccellente e una copertura capillare di ogni evento, non offre la stessa vetrina che darebbe il digitale terrestre, cosa che ha spinto i club a discutere di un eventuale «spezzatino». L’optimum? Un mix tra satellite e digitale terrestre (come in Spagna), ma mettere d’accordo tutti (Rai, Sportitalia, Sky) sarà difficilissimo. 
Ma quello che fa più scalpore, dopo il «no» improvviso della Regione Piemonte all'organizzazione a Torino delle Final Four di Eurolega 2011 (l’accordo era già stato formato, ma per questione di soldi saltò tutto), si sta paventando un’altra rinuncia clamorosa: sembra saltare la candidatura dell’Italia per gli Europei 2013. Manca ancora l'ufficialità, ma i motivi sembrerebbero i soliti: incertezza politica, mancanza di impiantistica adeguata, ritardi nei lavori e ovviamente la «tassa» di 6 milioni di euro da garantire alla Fiba ( ma sono obbligatori? E la Slovenia che contende la candidatura ce li ha?).
L’Italia pareva favorita per accogliere Euro 2013, ma il ritardo nella costruzione dell’impianto di Calatrava a Roma (ci sarebbe l’Isozaki di Torino, ma il dietrofront per l’Eurolega 2011 spaventa) pare essere uno scoglio duro da superare. «Mi dicono che dovrebbe essere pronto a giugno 2013 - spiega il presidente federale Dino Meneghin -, ma la data è così vicina all'inizio della manifestazione - settembre - che sarebbe un rischio troppo grande. Stiamo valutando, i dubbi sono legati all’impiantistica ma anche alle incertezze politiche». E ai fondi da rintracciare, aggiungo io. Certo è che se dovesse saltare anche Euro 2013 sarebbe un altro duro colpo per tutto il movimento, che ha sempre meno visibilità e interesse.
Duro colpo che si va ad aggiungere alla sonora sconfitta per ospitere i mondiali del 2014 (“E’ come perdere la finale di Coppa Europa con un tiro da metà campo ad un secondo dalla fine” era stato il primo commento, sinceramente deluso, del presidente della Federazione Italiana Pallacanestro Dino Meneghin dopo la conferma che il 2014 non vedrà il primo mondiale italiano) ed alla mai pubblicizzata rinuncia della Wild-Card per i mondiali di Turchia del 2010.
Si perchè la federazione ha rifiutato senza porsi il problema in senso generale, un'ingresso privilegiato  a prezzo stracciato (600 mila euro) ad un mondiale potendo mettere in campo un team più forte dell’Angola arrivata fra le prime 16; “wild card” accettata dalla Lituania vera sorpresa dei mondiali.
Chiudo con una nota di Enrico Campana, datata, ma credo ricca di significativi punti di riflessione:
"Speriamo che Meneghin e il suo Consiglio federale, una compagine uscita da un commissariamento che sembra gestire ancora una fase di transizione più che di futuro, il marketing prima dei risultati e non viceversa, siano benedetti dallo spirito santo, capiscano di aver commesso un imperdonabile errore di programmazione nel gettare alle ortiche la wild card, con un inquietante silenzio-stampa e con la “complicità” della Lega che avrebbe dovuto essere la prima interessata a valorizzare i suoi giocatori nell’evento di maggior prestigio del quadriennio fra due Olimpiadi. Abbiamo gettato sul tavolo l’argomento a suo tempo, eravamo forse dei visionari?. Lo riproponiamo con l’appoggio dei fatti e la realtà documentale che diventa imbarazzante se andiamo a dare un’occhiata agli “scarti” di Pianigiani. A parte le imprese della Lituania che ha pensionato i vari Lavrinovic e definitivamente Kaukenas e anche i risultati delle altre wild card (la Russia è in corsa per il 2° posto, il Libano che si è giovata del no dell’Italia ha fatto una discreta figura, la Germania è stata eliminata battendo la Serbia) dice qualcisa la qualificazione dell’Angola?. Cioè una formazione che vale non più di una squadra di A-1 del centro-classifica.
Il CT pianigiani ha tagliato 12 giocatori su 24, e si tratta di Amoroso, Basile (sì il campione d’Europa col Barcellona!), Cavaliero, Cinciarini, Cusin, Datome, Alessandro Gentile, Daniel Hackett, Lechthaler, Poeta (sì, il miglior play italiano delle ultime 3 stagioni), Renzi, Rocca (sì, quel pivot che ci è mancato nelle qualificazioni). Alcuni erano infortunati, altri riserve viaggianti come Poeta (?), altri sono stati lasciati a casa (Di Bella, il play di Caserta, il play dell’anno, con cifre ed esperienza maggiori di Maestranzi), o hanno scelto di stare a casa (Stonerook, Andrea Michelori) ma avrebbero forse risposto sì nella prospettiva di affrontare un Dream Team invece che la Finlandia o la Lettonia. Stonerook avrebbe rifiutato di affrontare il Dream Team, con tutte le Tv americane a raccontare le sua storia di happy italian kid?
Magari avrebbe detto sì lo stesso Danilo Gallinari, anche perché un mondiale valeva il rischio della schiena, meno invece una qualificazione europea. Ma certo, c’era forse il problema di rappresentatività, non si poteva promuovere senza polemiche il Pianigiani CT part time come simbolo del nuovo corso e poi magari chiedere a Messina e Bianchini (c’erano anche i possibili coach all’altezza…) di guidare la nazionale al mondiale con l’aiuto di assistenti esperti di coppe (Bonicciolli e Bucchi, per fare due nomi). Gli slavi non avrebbero mai perso questa opportunità, siamo noi oggi ad essere diventati un basket cheap, e dobbiamo agire con uno spirito analogo al loro, e non investire in un budget milionari per organizzare un mondiale (2014) e poi ritirarsi alla chetichella una volta persa la contesa quando se ne ha l’opportunità. Occasione persa alle buste, questione di soldi, perché il presidente del Comitato della Candidatura italiana ci ha raccontato un anno fa che Spagna avrebbe vinto senza cifre astronomiche. Cifre anzi spendibilissime essendo l’operazione benedetta dal CONI e supportata dal Governo sceso in campo con Livolsi, un uomo di fiducia del premier e di Gianni Letta.
Questo mondiale, nel suo svolgersi, rende ancora più scottante il problema di una riorganizzazione generale del basket." 



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