22 novembre 2010

L'Africa, non gioca!

Posted by Matteo Bollini on 23:32 0 commenti

L'Africa è un Continente vasto, con 53 Paesi dalle diverse caratteristiche e con molti denominatori comuni: guerra, carestia, povertà, infanzia negata.
Di Africa si parlerà sempre di più nei prossimi anni, oggi, noi, vogliamo iniziare a parlarne iniziando dal gioco.
"L'Africa, non gioca!" è una campagna del VIS - Volontariato Internazionale per lo Sviluppo di raccolta fondi che pone l'attenzione sull'infanzia in tanti Paesi del Continente africano ed unisce Danilo Gallinari e Rino Gattuso, due grandi campioni di sport semplici, ai bambini africani.
Sportivi che hanno fatto del gioco il proprio mestiere. Giovani che hanno studiato, ma anche giocato. I bambini africani non vanno a scuola, spesso lavorano e non conoscono il gioco che aiuta lo sviluppo psicologico e sociale.
Sosteniamo il progetto del VIS in Angola: sette strutture tra asili nido, centri di accoglienza diurni e notturni per i bambini a rischio e ragazzi di strada di Luanda, la capitale angolana.
Il pallone ha da sempre accompagnato il metodo educativo di Don Bosco: il gioco di squadra sollecita il ragazzo al sentimento di solidarietà, di condivisione, di responsabilità verso l'altro. In tutte le scuole ed istituti tecnici dei Salesiani, di ogni parte del mondo, a fianco alle aule si trova un campo da calcio e un canestro sul quale i ragazzi si allenano, disputano una partita o semplicemente giocano.
Una scuola, un campo da calcio, un canestro per giocare a basket e un pallone possono contribuire a far diventare migliaia di bambini dell'Africa campioni della propria vita.
Unisciti al gioco e sei un campione anche tu.
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18 novembre 2010

Pero'......

Posted by Matteo Bollini on 22:30 0 commenti

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13 novembre 2010

NCAA Femminile: Kye Allums, il primo trans in campo

Posted by Matteo Bollini on 22:11 0 commenti

Kye Allums è la Lady Oscar del basket femminile. Naturalmente il paragone va preso con le dovute cauzioni, ma, estremizzando, non è poi così assurdo: Kye si sente un uomo e si atteggia e comporta come tale, ma ha un corpo di donna. In altre parole: sarà il primo uomo a giocare una partita della NCAA femminile. La maggior parte di voi a questo punto si starà chiedendo come sia possibile (o se sono impazzita), ma andiamo con ordine.
Nella sua scheda di giocatrice della lega universitaria non è più presente il suo vecchio nome “Kay Kay”, bensì il più virile “Kye”. Con questa nuova identità è pronto a esordire domani con la sua squadra (Università George Washington) contro i Wisconsis Green Bay. “Quando ora sento che mi chiamano Kye va tutto bene – confessa la giovane 21 enne a Outsports.com – l’altro nome non era mio”. Allums si è ribellato alla natura e, dopo 21 anni di disagi e tormenti, ha deciso di rendere pubblica la sua necessità di cambiare corpo, diventando quindi il primo trans a scendere in campo sul rettangolo di gioco. Durante l’infanzia e l’adolescenza Kay Kay ha tenuto nascosto le sue più intime inclinazioni a sua madre, che insisteva nel comprare vestiti molto femminili, ma ogni giorno, andando a scuola, cambiava look per poi ricambiarsi al ritorno e ritornare la piccola Kay Kay: “mi sono sempre sentito più a mio agio con vestiti da maschio. Io non ho scelto di nascere con questo corpo e per questo ho deciso di cambiare anche il mio nome, perché non voglio più nascondere quello che non sono”.
Tornando al basket, nell’ultimo anno di high school Allums ha messo a segno una media di 16 punti, 7 rimbalzi e 2 palle recuperate a partita ed è stata inserita per tre volte nella selezione delle migliori giocatrici del Minnesota. Nel campionato 2009/2010 nella massima lega scolastica la sua media è stata di 7,4 punti e 11 assist a partita, mentre l’anno precedente aveva saltato per infortunio venti gare.
Kye si sottoporrà all’intervento chirurgico per cambiare sesso il prossimo anno, anche se non potrà iniziare il trattamento ormonale fino alla conclusione della stagione di basket universitaria nel 2012 perché il regolamento NCAA proibisce l’uso di anabolizzanti. Fino ad allora Kye rimarrà… beato tra le donne!
Fonte DotBasket.it articolo di Federica Silva
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4 novembre 2010

"Riuniamoci e raccogliamo idee Il basket merita più attenzione"

Posted by Matteo Bollini on 20:53 0 commenti

Il patron della Enel Brindisi, Massimo Ferrarese, lancia la proposta di una convention tra i proprietari dei club per uscire dal cono d'ombra del calcio. "Abbiamo un'immagine positiva e pulita, investitori importanti, ma paghiamo una ingiusta penalizzazione mediatica"
Una convention dei proprietari del basket: è la proposta, raccolta dal settimanale Superbasket, che parte da Massimo Ferrarese, presidente della Provincia di Brindisi ma anche proprietario della New Basket, matricola in Serie A. "L'obiettivo? Far arrivare a tutti il messaggio di quanto sia bello il basket. Uno sport che paga una ingiusta penalizzazione sul piano della comunicazione. Siamo un qualcosa che cova sotto la cenere, ma con la forza per poter ravvivare la fiamma. Ed accadrebbe, se solo qualcuno ne parlasse" dice Ferrarese, sotto la cui gestione Brindisi ha ottenuto tre promozioni in sei anni, risalendo così nella massima serie che in città mancava da trent'anni. "Una mossa pubblicitaria la mia? Direi proprio di no, visto che siamo gli unici ad aver venduto in abbonamento tutti i posti del palasport (3500) e di più non possiamo fare. Ma mi piacerebbe che da questa convention arrivasse un messaggio forte che possa far riempire tutti gli altri impianti, come accade nel nostro". Ferrarese è convinto che la positività del messaggio che il basket può trasmettere farebbe breccia: "In tempi recenti il calcio, che monopolizza l'informazione sportiva su Rai e Mediaset, ha mostrato immagini di scontri, violenze, gare sospese, arresti. Noi abbiamo un pubblico composto da famiglie, vengono i ragazzini ed i 70enni, i nostri palasport sono sicuri, l'ambiente è positivo. Ed il nostro è un uno sport che per un'ora e mezza non ti fa neanche scambiare una battuta
col tuo vicino di posto, perché sul campo accade sempre qualcosa". Ferrarese lancia l'idea e la sede («Roma è quella ideale»), si fa carico dell'organizzazione, augurandosi che i proprietari la accolgano, nell'interesse di tutti. "La proposta viene da un uomo del sud, ma è rivolta all'Italia. Voglio vedere attorno allo stesso tavolo gli Armani, i Benetton, la Banca Montepaschi, Scavolini, Toti. Nel basket investono tanti imprenditori di grande successo nei rispettivi ambiti professionali, abbiamo Sabatini che è uno con delle idee. Bene, dobbiamo farle arrivare a tutti. E' arrivato il momento che il basket esca dal cono d'ombra del calcio. Domenica noi siamo a giocare a Milano, mi auguro che alla partita sia presente anche Giorgio Armani e si crei l'occasione per esporgli la mia idea".
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